Ogni dodici lune ritorna la stagione in cui le mandrie di bisonti si spostano verso i pascoli estivi. E’ il momento più importante dell’intero anno nella vita della tribù ed è proprio in questo momento che la tribù accoglie i nuovi guerrieri.

Sul fare della notte la tribu attorno al fuoco sfavillante invoca lo spirito del Bisonte, perchè mandi alla tribù mandrie abbondanti che le permetteranno di sopravvivere per i restanti mesi dell’anno. Il bisonte è tutto per la tribù: è carne, è pelle per i vestiti e per le tende, è ossa per gli utensili della vita di ogni giorno, è corna per il richiamo della tribù, è tendini per le corde degli archi e per cucire le vesti.

I giovani guerrieri, che in questa notte vengono accolti dalla tribù, hanno imparato fin da piccoli l’importanza del bisonte per la sopravvivenza della tribù, e insieme ad essa cantano il Wottanchù per incitare all’unità di essa al Grande Cerchio della Nazione.

E’ altrettanto importante rievocare, questa sera, la battaglia che la nostra tribù intraprese tantissime lune fà, contro la tremenda tribù dei Piedi Neri, per mantenere il controllo di questi pascoli.

L’accoglienza nella tribù dei nuovi guerrieri è l’occasione per chiamare al cerchio anche il Grande Sachem, che visita la tribu ogni dodici lune, proprio in occasione della caccia al Bisonte. E’ lui che infonde potere alle penne che verranno donate ai nuovi guerrieri, guidando la Danza dell’Aquila e poi invocando il Grande Spirito che si manifesta con furenti vampate nel fuoco del cerchio.

Giunge il momento tanto atteso. I nuovi guerrieri, a petto nudo e col viso dipinto di bianco si avvicinano uno ad uno al Grande Sachem. Hawana-ka-tora è il canto dell’attesa che precede il salto del guerriero attraverso il fuoco per la sua “prova del coraggio” mentre urla al cerchio il suo nuovo TOTEM! Segue immediatamente la “prova del dolore” oltre la quale il Capo Tribù dona la penna d’aquila e imprime sul viso i colori di guerra.

La gioia si spande attorno al fuoco al canto del Kile Wach.

Il silenzio cala sul cerchio. Occhi e orecchie cercano di carpire l’antico segreto delle asce che passano di mano in mano a tutta la tribù. Chi carpirà il segreto potrà rivelarlo una volta sola, nella sua vita, non prima di uscire dalla Tribù.

La luna alta nel cielo illumina il cerchio ora che il fuoco pian piano va a spegnersi. Si alza l’ultimo canto della serata, Terra di betulla, per salutare tutti i guerrieri che in silenzi o e ancora pieni di emozione, vanno verso le tende per il meritato riposo.

Woah!